Ambulatorio infermieristico privato: ecco come aprirlo e quali cure può fornire

Negli ultimi anni, gli infermieri hanno la possibilità di aprire un proprio ambulatorio privato, e ciò può risultare comodo in quanto la domanda di assistenza infermieristica è piuttosto alta. Ma cosa bisogna fare per aprire un proprio studio? Che servizi può prestare?

Come aprirlo

L’infermiere che sia una libero professionista, può aprire un proprio ambulatorio e la prima cosa da fare è trovare il locale giusto, che abbia un superficie di almeno dodici metri quadrati, ed un includa una sala d’attesa, un servizio igienico (accessibile dalla sala d’attesa) ed un lavandino. I locali dovranno poi avere dei pavimenti in materiale impermeabile, in modo da poterlo pulire facilmente, così come i servizi igienici, che dovranno essere resi utilizzabili anche dai portatori di handicap. Non bisogna trascurare nemmeno l’illuminazione.

Una volta trovato il locale, l’infermiere dovrà presentare una domanda per aprirlo al Comune di riferimento, il cui modello è fornito dalla Federazione IPASVI. Le Regioni, poi, stabiliscono i criteri con cui tali ambulatori vanno gestiti. Nella domanda di apertura dello studio, è necessario specificare il domicilio dello studio, la dotazione strumentale (dai lettini alle siringhe), e di come si gestisce l’ambulatorio. Ovviamente, occorre anche il proprio vademecum professionale.

In sostanza, per aprire una struttura del genere si dovrà:

  • avere volontà manageriale e d’impresa, in quanto è il genere di attività che richiede impegno e competenza;
  • possedere un capitale che si aggiri tra i 5000 e i 25000 euro, per procurarsi non solo il locale e gli strumenti, ma anche mezzi per gestire lo studio, come registri, computer, etc;
  • dotare il proprio computer di un buon sistema informatico, sia per gestire i dati che per mantenere buoni rapporti con i pazienti, anche tramite i social;
  • avere una buona rete di conoscenze ed amicizie, per farsi conoscere, e non bisogna dimenticare di essere capace di relazionarsi con i pazienti;
  • stipulare un’assicurazione, che riesca a coprire un massimale di almeno cinque o dieci milioni di euro;
  • cercare un sostituto che abbia le stesse competenze professionali, nel caso non si potesse esercitare le proprie funzioni.

Se è possibile, è bene farsi consigliare da altri professionisti, che abbiano già un proprio studio, magari collaborando con dei progetti comuni, in modo da creare una rete comoda anche per i potenziali pazienti.

Quali prestazioni fornisce un ambulatorio privato

A seconda delle competenze dell’infermiere e della grandezza dell’ambulatorio, esso può fornire servizi come:

  • le più diverse prestazioni sanitarie, dai prelievi ai medicamenti;
  • assistenza domiciliare, per pazienti che ne hanno necessità, il che significa che gli infermieri che vi lavorano devono essere disponibili anche per tutto il giorno;
  • informazioni sulle cure, in modo da concordare con i pazienti e i loro medici le terapie migliori, e quindi è bene anche collaborare con le altre strutture sanitarie della propria zona.

E’ difficile rimanere senza lavoro con uno studio infermieristico privato, e con quest’ultimo si può arrivare a guadagnare tra i 1300 e i 2500 euro al mese. Il tariffario, comunque, è relativi a seconda sempre della grandezza e dei servizi dell’ambulatorio.