La Corte d'Appello di Milano ha accolto oggi, 26 gennaio, la richiesta di sospensiva, presentata dall'Ufficio del Servizio Civile Nazionale, della sentenza della Corte d'Assise che il 9 gennaio scorso aveva bloccato l'inserimento nelle Associazioni e negli Enti di 18mila Volontari. I progetti potranno dunque proseguire senza dilazioni e attesa, anche se resta il problema di fondo sollevato dal Tribunale di Milano circa la legittimità del bando, aperto soltanto per i cittadini italiani: al di là delle polemiche, resta l'obbligo disposto dal tribunale e contenuto anche nell'accordo tra le parti di eliminare la discriminazione individuata nel bando 2012.
Soddisfazione da parte di tutti gli Enti e le Associazioni che potranno proseguire l'attività regolarmente programmata.
La sospensione è stata conseguente alla decisione presa dai giudici del Tribunale di Milano - sezione lavoro - di dichiarare discriminatoria la limitazione prevista dall’art. 3 del “Bando per la selezione di 10.481 volontari da impiegare in progetti di servizio civile in Italia e all’estero” pubblicato il 20/09/2011, nella parte in cui chiede il possesso della cittadinanza italiana quale requisito di ammissione allo svolgimento del Servizio Civile Nazionale. Nella sentenza si ordinava all'UNSC di sospendere le procedure di selezione, di modificare il bando nella parte in cui richiede il requisito della cittadinanza consentendo l’accesso anche agli stranieri soggiornanti regolarmente in Italia e di fissare un nuovo termine per la presentazione delle domande. La sentenza è conseguente al ricorso di Syed Shahazad Tanwir, 26enne pakistano da 13 anni in Italia, con il sotegno delle associazioni Avvocati per niente e Asgi, nei confronti del Governo italiano. Syed infatti nell'ottobre dell'anno scorso si era visto negare la possibilità di partecipare al bando di reclutamento, perché tra i requisiti richiesti c'è anche quello della cittadinanza italiana.
Per informazioni: www.serviziocivile.gov.it


